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FARE LA GUERRA

I FIGLI DI NESSUNO

Il lavoro coatto e la lotta per la sopravvivenza dei prigionieri italiani in Austria-Ungheria

(1915-1918)

Oltre il fronte: la condizione umana della prigionia

In questo terzo appuntamento del ciclo "Fare la Guerra", la ricercatrice Alice Porretta ha condotto il pubblico in un viaggio profondo e toccante attraverso i reticolati dei campi di prigionia austro-ungarici. L'intervento ha analizzato il periodo 1915-1919, spostando l'attenzione dai campi di battaglia alla dimensione quotidiana, e spesso dimenticata, del soldato catturato.

I Temi dell'Incontro

  • La metamorfosi del prigioniero: Un’analisi accurata della percezione del soldato prigioniero, tra le tutele formali del diritto internazionale dell'epoca e la cruda realtà della vita nei campi.

  • Il trauma del viaggio e del lavoro: Dalla cattura al trasferimento forzato, l'intervento ha messo in luce le durissime condizioni lavorative e la piaga della fame, costante inesorabile della vita detentiva.

  • Ufficiali e Soldati semplici: Uno studio comparativo sulle marcate differenze di trattamento e sulle diverse possibilità di sopravvivenza all'interno della gerarchia del campo.

  • Il ritorno e il silenzio: La fase finale del conflitto e il rientro in Italia, segnato dai campi di riordino e da un ingiusto oblio sociale e patriottico che ha avvolto i reduci per decenni.

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La forza delle fonti dirette

L'incontro è stato impreziosito da un solido apparato documentale. La ricerca è stata condotta presso l'Archivio del Museo del Risorgimento di Bologna, analizzando opuscoli e cartoline originali dell'immediato dopoguerra.

Un momento di eccezionale valore storico e umano è stato l'esame della corrispondenza privata del nonno del Professor Raffaele Riccio: frammenti di carta che, dopo oltre un secolo, hanno restituito voce a chi era stato condannato al silenzio.

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